Presentiamo una panoramica delle principali modifiche alle leggi fiscali che entreranno in vigore nel 2025, con particolare attenzione all’impatto delle nuove imposte sui locatori privati.
Cosa cambia per i locatori con le modifiche delle leggi fiscali?
Negli ultimi tempi lo spazio mediatico è stato pieno di notizie e commenti sulle nuove modifiche legislative legate all’imposta sugli immobili, così come su altre modifiche delle leggi fiscali che entreranno in vigore già dal primo giorno del prossimo anno. La maggiore attenzione del pubblico è certamente suscitata dalle modifiche alla Legge sulle imposte locali, che disciplina anche una nuova imposta – l’imposta sugli immobili – in base alla quale questa nuova imposta dovrà essere pagata per tutti gli spazi abitativi se non si può dimostrare che vi si abita o che servano a un affitto a lungo termine (almeno 10 mesi). Tra l’intero pacchetto di modifiche legislative in ambito fiscale, i locatori privati sono maggiormente interessati alle seguenti due leggi: la Legge sulle imposte locali e la Legge sull’imposta sul reddito. Cosa cambia per i locatori attraverso queste due leggi?
Novità per i locatori nella Legge sulle imposte locali
Questa legge era già al centro dell’interesse all’inizio di quest’anno, quando i locatori hanno iniziato a ricevere informazioni sull’obbligo di pagare l’imposta sulle case vacanza, per un importo compreso tra 0,60 e 5,00 euro per m2. Si tratta di un’imposta che fino a quest’anno veniva pagata solo dai “proprietari di seconde case”, ma poiché da quest’anno si è “ampliata” la definizione di ciò che è considerato casa vacanza, in questa categoria sono rientrati anche i locatori che hanno unità abitative fuori dal proprio indirizzo di residenza, cioè immobili che non servono all’abitazione. L’importo dell’imposta era stabilito dai comuni e dalle città per i rispettivi territori e, se non volevano introdurla, non erano nemmeno obbligati a farlo.
Dall’anno prossimo questa imposta diventa obbligatoria e tutti i comuni e le città dovranno prescriverla, mentre cambia anche il limite massimo per determinare l’importo di questa imposta.
Il limite minimo di 0,60 euro per metro quadrato resta invariato, mentre il limite massimo aumenta dagli attuali 5,00 euro per metro quadrato a 8,00 euro. Nel calcolo rientra la superficie netta utile dell’immobile. Poiché questa imposta sarà ora obbligatoria, è stato inoltre stabilito che se un determinato comune o città non adotta una decisione sull’importo di questa imposta, si applicherà l’importo di 0,60 euro per metro quadrato, cioè l’aliquota minima.
Criteri aggiuntivi per determinare l’imposta
Un’altra novità di questa legge è che comuni e città potranno determinare l’importo dell’imposta secondo diversi criteri, come l’ubicazione dell’immobile, l’età dell’immobile e la presenza di contenuti che aumentano il valore dell’immobile. Ciò significa che esiste la possibilità che all’interno dello stesso comune o città vi siano importi diversi di questa imposta.
Novità per i locatori nella Legge sull’imposta sul reddito
Finora questa legge definiva l’imposta sul reddito da locazione che i locatori già pagano, in conformità ai dati e al calcolo che ogni anno ricevono dall’Amministrazione fiscale. L’imposta forfettaria sul reddito veniva finora pagata in rate trimestrali e ammontava tra 19,91 e 199,08 euro per posto letto all’anno, a seconda dell’importo scelto da comuni e città.
Le modifiche a questa legge, che attualmente suscitano più polemiche nell’opinione pubblica, propongono nuovi limiti dell’imposta forfettaria sul reddito che saranno prescritti in quattro categorie determinate in base all’indice di sviluppo turistico della località.
Dunque, quando entreranno in vigore le modifiche di questa legge, l’importo dell’imposta da pagare dipenderà dalla categoria, tra le quattro previste secondo l’indice di sviluppo turistico, in cui rientra il singolo comune o città. I comuni e le città del primo gruppo secondo l’indice di sviluppo turistico pagheranno da 150 a 300 euro per posto letto all’anno, quelli del secondo gruppo pagheranno tra 100 e 200 euro per posto letto all’anno, per il terzo gruppo è previsto un importo tra 30 e 150 euro per posto letto all’anno, e per il quarto gruppo tra 20 e 100 euro.
Limiti inferiori e superiori proposti per l’imposta forfettaria sul reddito
| Gruppo secondo l’indice di sviluppo turistico | Limiti inferiori e superiori proposti per l’imposta forfettaria sul reddito |
| I | 150-300 euro/posto letto |
| II | 100-200 euro/posto letto |
| III | 30-150 euro/posto letto |
| IV | 20-100 euro/posto letto |
Dove verificare il gruppo del proprio luogo?
Potete scoprire a quale gruppo appartiene il comune o la città nel cui territorio si trova il vostro immobile turistico sul sito dell’Istituto per il turismo, al seguente link: https://www.iztzg.hr/hr/itr/
Entro questi intervalli, dunque, comuni e città dovranno stabilire l’importo forfettario. Se non lo faranno, si applicheranno i seguenti importi: per il primo gruppo 225,00 euro per posto letto all’anno, per il secondo 150,00 euro, per il terzo 90,00 euro e per il quarto 60,00 euro per posto letto all’anno.
Comuni e città potranno modificare ogni anno la decisione sull’importo di questa imposta, e il termine per adottarla è il 15 dicembre dell’anno in corso per l’anno successivo. In via eccezionale, poiché le modifiche di questa legge entreranno in vigore il 1° gennaio, per il 2025 le decisioni sull’importo dell’imposta potranno essere adottate entro il 28 febbraio 2025 per quell’anno.
Cosa significa tutto questo, in definitiva, per i costi dei locatori?
Quanto tutto questo aumenterà le spese complessive dei locatori dipenderà soprattutto dalle decisioni di comuni e città. Mentre l’imposta sulle case vacanza in teoria può anche rimanere invariata (la nuova legge aumenta il limite massimo per determinarne l’importo di 3,00 euro, ma comuni e città non devono cambiare nulla se non vogliono), l’imposta forfettaria sul reddito rappresenterà comunque per la grande maggioranza dei locatori un impatto più forte sulle finanze. Gli appartamenti e le case vacanza situati in comuni e città classificati nel III o IV gruppo secondo l’indice di sviluppo potrebbero avvertire solo una differenza minima o nessuna differenza. Ad esempio, finora il limite minimo di questa imposta forfettaria era di circa 20,00 euro e, se i comuni e le città di questi ultimi due gruppi optano per l’aliquota minima, per i locatori questa spesa resterà (quasi) uguale. Tuttavia, i comuni e le città dei primi due gruppi sentiranno fortemente il cambiamento.
Chi sentirà maggiormente i cambiamenti?
Di regola, nel primo e nel secondo gruppo secondo l’indice di sviluppo turistico rientrano le località costiere e alcune altre aree sviluppate dell’entroterra croato, mentre la maggior parte dei comuni e delle città rientra nel terzo o nel quarto gruppo. Secondo l’indice di sviluppo turistico del 2023, in totale 61 comuni/città rientrano nel primo gruppo, 47 nel secondo, 126 nel terzo e 290 nel quarto. Possiamo quindi dire che circa l’80% dei comuni e delle città potrà (se così deciderà) restare quasi sullo stesso importo.
Considerato che si tratta di nuove imposte che hanno incontrato una forte resistenza da parte dell’opinione pubblica e tenendo presente anche il fatto che l’anno prossimo si terranno le elezioni locali, è probabile che comuni e città sceglieranno per lo più le aliquote (più) basse previste. Tuttavia, ribadiamo che potranno poi modificare questa decisione ogni anno.
I titoli sensazionalistici dei media sugli enormi importi che i locatori dovranno ora pagare rappresentano gli scenari peggiori che potrebbero colpire quelli del primo o del secondo gruppo. Tutti gli altri locatori avvertiranno sicuramente un aumento, ma non in modo così drastico.
Quando iniziano i cambiamenti?
Le modifiche di entrambe queste leggi dovrebbero entrare in vigore il 1° gennaio 2025 e attualmente si trovano in consultazione pubblica elettronica, che termina il 24 ottobre. Dopo la conclusione della consultazione pubblica elettronica, si prevede la pubblicazione del rapporto finale entro il 23 novembre, quando sapremo se qualcosa potrà ancora cambiare rispetto alla proposta, cioè se verranno eventualmente accolti alcuni commenti e suggerimenti presentati durante la consultazione, che già ora sono molto numerosi. Tuttavia, se tutto andrà come annunciato, l’importo esatto che ciascuno dovrà pagare per queste imposte sarà noto entro la fine di marzo 2025, e subito dopo inizieranno anche le riscossioni.